La conferenza CloudOpen della Linux Foundation di quest’anno è incentrata sulla tecnologia “open clouds”, basata quindi sull’approccio open source per l’utilizzo di software installato in remoto, utilizzabile da parte dell’utente senza l’obbligo di installazione.
Tutti amano l’idea di un software on the cloud: come riportato da IDC sottolinea che “il 72% delle compagnie afferma di utilizzare software open source, standard open e di servirsi di API libere come criteri per la scelta quando si tratta di fornire un nuovo servizio on the cloud.”
Il numero di compagnie che sviluppano tecnologia on the cloud è in continua crescita, e le organizzazioni che vogliono utilizzare tali ritrovati cominciano ad accusare confusione. Per fare un esempio, riportato da Eric Knorr di InfoWorld, EMC VMware ha domandato di diventare membro della fondazione governativa OpenStack, il sistema operativo on the cloud per eccellenza. Suse, famosa distribuzione Linux, ha fatto la stessa richiesta. Ogni annuncio è diventato un traino per altre organizzazione che adesso affollano la fondazione OpenStack.
Coloro quindi interessati ad utilizzare una tecnologia “open cloud”, hanno davanti a se un complesso lavoro di informazione. Trovare l’esatto mix di software al quale si è interessati, cioè capire i propri requisiti, ed assicurarsi di effettuare i test necessari per sincerarsi che i servizi scelti siano effettivamente consistenti con le proprie aspettative, è un lavoro da svolgere in piena autonomia e con grande attenzione. Una complicazione ulteriore è data dal fatto che molte delle compagnie che offrono servizi on the cloud sono molto recenti, circa 2 anni, e che quindi il loro lavoro è spesso embrionale ed in continuo mutamento. Tuttavia la situazione di affollamento è prevista normalizzarsi nei tempi a venire. Ad un certo punto le scelte si cristallizzeranno in categorie ben definite, come avvenuto per il software tradizionale, permettendo ai potenziali clienti di scegliere al meglio e con chiarezza ciò che meglio si adatta alle proprie esigenze.
L’approccio “open cloud” è ritenuto vincente, ed è il momento in cui è bene essere tra i primi a proporre le proprie soluzioni, sapendosi tuttavia destreggiare con idee originali nel caos dei concorrenti.