Nonostante, tuttavia, questo tipo di Marketing non sia mai piaciuto a Nintendo, l’azienda giapponese è stata costretta, per rendere competitivo il nuovo 3DS, a venderlo sottocosto per diverso tempo: una politica che ha permesso di vendere molti dispositivi ma che non ha permesso di incrementare di molto gli utili di Nintendo.
In una nota ufficiale, Nintendo comunica che a partire dal mese di Giugno non è andata più in perdita per ogni 3DS venduto, in quanto i componenti utilizzati costano meno rispetto a quanto costavano all’inizio della produzione e lo stesso processo di costruzione è stato ottimizzato.
Le stime finanziarie di Nintendo fino a Giugno 2012 non sono certo buone: fra Aprile e Giugno 2012, Nintendo ha subito delle perdite pari a 17,2 miliardi di Yen (180 milioni di euro). Si nota, comunque, un miglioramento rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente quando le perdite ammontavano a 25,5 miliardi di yen (268 milioni di euro). Il contenimento delle perdite, a detta di Nintendo, dipende proprio dal fatto che 3DS non viene più venduto sottocosto. In totale, il fatturato ammonta a 84,8 miliardi di Yen che corrispondono a circa 900 milioni di euro, il 10% in meno rispetto allo scorso anno. Fra Aprile e Giugno 2012, Nintendo ha venduto 1,86 milioni di console portatili, la cui maggior parte è stata venduta in Giappone. Da quando, inoltre, il nuovo 3DS è stato introdotto sul mercato, sono stati venduti circa 19 milioni di dispositivi e 53 milioni fra videogiochi ed accessori. Secondo Nintendo in un anno fiscale si venderanno 18, 3 milioni di console portatili e questo permetterà di tornare ad avere un utile positivo.
Notiamo, inoltre, che Nintendo ha appena rilasciato un aggiornamento di sistema per il 3DS, denominato 4.3.0-10U. Quest’ultimo prevede alcuni aggiustamenti che dovrebbero permettere un miglioramento della stabilità del dispositivo e dell’esperienza dell’utente.
