megaupload_download_dati

Nuovo capitolo della saga di Megaupload. Giovedì infatti inizierà la negoziazione per decidere la sorte di tutti i dati presenti sui server Megaupload e bloccati sin dal giorno della azione delle forze dell’ordine che hanno sequestrato tutto il materiale, il 19 Gennaio.

Megaupload e gli avvocati del governo USA si incontreranno davanti un magistrato in Virginia per discutere sulla situazione. Se l’incontro non avrà una soluzione, spetterà ad un giudice della corte federale le decisione finale. Da quando le operazioni di Megaupload sono state bloccate, Carpathia Hosting, una compagnia che ha supplito a molte delle funzioni di hosting di Megaupload, avrebbe pagato per continuare a conservare i dati, il cui costo sembra sia di 9,000$ al giorno. Megaupload ha cercato di dissequestrare i propri conti bancari bloccati per pagare i dati conservati da Carpathia, con la quale è stata raggiunto l’accordo secondo il quale Megaupload acquisterà i servers per circa 1 milione di dollari, ma il governo USA si è opposto a questa operazione.

Il gruppo per i diritti digitali, Electronic Frontier Foundation (EFF) ha presentato un esposto alla corte a proposito degli utenti che, pur senza infrangere alcun copyright, si sono visti privare dell’accesso ai propri dati conservati nei server Megaupload. EFF ha domandato alla corte di iniziare una procedura per consentire agli utenti innocenti di riavere indietro i propri dati. Nei mesi scorsi, subito dopo la notizia dell’arresto di Kim Dotcom, fondatore e Presidente di Megaupload, la domanda principale riguardava proprio la fine dei dati degli utenti, ventilando una loro cancellazione nelle settimane immediatamente successive, cancellazione che ancora non è avvenuta e, sembra, potrebbe non avvenire almeno relativamente a quelle informazioni che non infrangono alcuna legge.

La difesa di Dotcom, su questo argomento, fa un ulteriore passo avanti: afferma infatti che il wipe dei dati non è avvenuta in quanto non può avvenire legalmente. La ragione sembra da ricercarsi sul fatto che MegaUpload non può essere soggetta alle leggi USA in quanto la compagnia ha sede al di fuori degli USA, essendo infatti registrata in Hong Kong. Non è la prima volta che le azioni legali relative a questo processo vengono bloccate da considerazioni di questo tipo: le autorità neozelandesi hanno reso noto di avere effettuato un errore al momento del sequestro dei pc, dei documenti e dei veicoli appartenenti a Dotcom.

Da parte sua, Kim Dotcom è furioso: Siamo già stati condannati a morte senza nemmeno una prova, e se anche saremo trovati non colpevoli, come avverrà, il danno non potrà mai essere ripagato.”

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.