Novità dal fronte di MegaUpload: Kim Dotcom, il fondatore e CEO della compagnia, potrebbe avvalersi di un vizio di procedura nelle operazioni di arresto e sequestro dei propri beni, per riavere tutto indietro.
In base all’arresto, oltre al fermo del CEO di Megaupload, sono stati sequestrati automezzi per il valore di 5 milioni di dollari, e la residenza da 30 milioni. Il vizio di procedura starebbe nella domanda presentata dalla polizia per la richiesta di sequestro che non sarebbe stata compilata in maniera corretta. Il tipo di operazione richiesta sarebbe scorretta in quanto non avrebbe dato a Dotcom la possibilità di contrastare il sequestro dei beni, come invece sarebbe dovuto essere.
Gli avvocati di Dotcom si stanno concentrando su questo particolare aspetto, chiedendo di avere indietro tutte le proprietà proprio a causa di una restrizione contro legge. Stando ai giornali locali, le autorità di polizia neozelandesi responsabili del procedimento, hanno riconosciuto l’errore ed hanno provato a correggerlo in un secondo tempo. Nonostante la corsa ai ripari della polizia, il giudice incaricato della operazione ha già dichiarato il primo ordine di sequestro non valido, ma questo non assicura che automaticamente riceverà tutte le proprie risorse indietro.
Al momento, Dotcom ha ottenuto di potere spostarsi di 50 miglia dalla sua attuale residenza imposta in Auckland. L’attenzione di tutti gli utenti legittimi di megaupload è puntata ai risvolti di queste vicende, che potrebbero risultare come effetto collaterale, nello sblocco dei dati presenti sui server di MegaUpload, al momento investiti della restrizione del sequestro, consentendo quindi ai proprietari di rientrarne in possesso.
Come detto in precedenza, una prima seduta del processo è atteso per i primi giorni di Giugno, dunque l’attesa si protrarrà ancora per diversi mesi, a meno di nuovi inaspettati sviluppi.



