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ACTA, SOPA e PIPA sono le proposte di legge discusse tra il Parlamento Europeo (ACTA) ed il Congresso USA (SOPA E PIPA) che hanno scatenato feroci polemiche da parte dei consumatori, i quali affermano che la loro approvazione avrebbe l’effetto pratico di limitare la libertà di espressione sul Web.

La battaglia, condotta attraverso diverse azioni di protesta, alcune anche illegali ad opera del gruppo hacker di Anonymous, o incarnate delle manifestazioni di migliaia di persone in Polonia, sembrano avere effettivamente avuto qualche riscontro. Il Congresso degli Stati Uniti infatti ha abbandonato SOPA e PIPA, accontentando le ondate di protesta pubblica verificatesi durante l’inizio del 2012. Una volta accantonate loro, ecco che ACTA, la terza in ordine di presentazione ed al momento quella che ha goduto di meno attenzione, sale alla ribalta come prossimo “grande nemico” da evitare.

Il paese che sino ad esso, in Europa, si è opposto più degli altri ad ACTA è stata la Polonia, con diversi episodi di protesta per strada, ed i cui rappresentanti al Parlamento Europeo hanno portato le ragioni della popolazione arrivando indossare la famosa maschera bianca di Guy Fawkes, il simbolo utilizzato dal gruppo di hacker Anonymous.

In una intervista, il capo redattore di Wesaw Business Journal, Andrew Kureth, ha fatto il punto della situazione su ACTA, affermando che la gente non sembra capire esattamente quale saranno le ripercussioni se tale proposta diventerà legge. Elogiando dapprima i propri compatrioti per essere scesi in 20,000 nelle strade per protestare, ha poi portato l’attenzione sul fatto che la gente ha capito perfettamente la protesta inscenata da Wikipedia contro SOPA e PIPA, e che serve una mobilitazione generale molto più ampia per scongiurare il pericolo di ACTA che, pare, nella sua esecuzione promette di essere più severa delle bombe SOPA e PIPA ormai disinnescate.

Andrew Kureth ha infatti sottolineato che ACTA non proibisce unicamente di scambiare film o film musicali, ma limiterebbe la libertà di espressione dei cittadini, ad esempio nei riguardi del proprio pensiero politico, andando quindi ad incidere uno dei cardini del Web, ovvero la libertà di espressione in tutte le sue forme. Se ACTA infatti dovesse entrare in azione, sarebbe possibile chiudere un sito web unicamente sulla base di accuse che toccherebbe all’accusato dirimere, piuttosto che all’accusatore come avviene al momento. La discussione di ACTA al Parlamento Europeo è prevista per l‘estate 2012.

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