CES 2011: il tramonto dei Netbooks tra limiti strutturali e scelte sbagliate

Il CES 2012, l’event mondiale di Las Vegas dedicata alla innovazione tecnologica hardware, comincerà domani nella ben nota località del Nevada. Sono attese 150.000 persone che si aggireranno per gli stand e parteciperanno agli happening delle maggiori case di costruzioni per l’elettronica di consumo del mondo. Una delle categorie più interessanti è sempre quella dei portatili, che quest’anno sono rappresentati dagli ultrabooks e dai portatili con prezzi inferiori rispetto agli altri anni.

Appare altresì certo che il mercato dei netboook inizia a recedere, con Dell che annuncia il proprio ritiro da questa produzione. Ma prima di dare l’addio finale ai netbook, ricordiamo quale sia stato il colpo di grazia ad avere affossato questa tecnologia di computer portatili:

  • Una politica troppo rigida sull’equipaggiamento della memoria
  • Microsoft 7 “Starter” Edition, installata sulla grande maggioranza dei netbook più recenti
  • Un tipo di stampa che ha bollato i netbook come utili solo per la navigazine sul web, quindi per la sola informatica di base.

I Netbook rimangono una categoria invece che può essere risolutiva per una grande varietà di impieghi, mantenendo bassi i costi, ed espandendo le proprie prestazioni grazie ai nuovi chip Atom di Intel. Tra questi Ceder Trail, l’ultimo ritrovato, è un processore dual-core Atom che vanta una velocità di clock da 2.13 GHz.

La qualità dei netbooks si manifesta anche nella affidabilità delle loro batterie, che con una durata dalle sette alle nove ore, assicurano una resa impensabile per qualsiasi ultrabooks che verrà annunciato durante questa settimana. Come si diceva, una grande limitazione nelle vendite dei netbook è la politica che regola la memoria RAM tassativamente ad 1 GB, con la possibilità di espanderla non oltre i 2 GB che, per la maggior parte delle applicazioni più recenti, sono insufficienti.

A questo è strettamente collegato il discorso sul sistema operativo scelto: Windows 7 “Starter” Edition, una sorta di Windows 7 monco, attraverso il quale non è possibile sfruttare a pieno la potenza del netbook stesso, avendo a disposizione solo un piccolo ventaglio di applicazioni che invece, con una versione completa del sistema operativo di Windows, avrebbero reso i netbook decisamente più appetibili: la scelta di questo sistema operativo come quello di default è probabilmente la meno comprensibile su tutto il progetto netbook.

Queste grandi pecche, sebbene superabili, sono state sottolineate da un tipo di stampa che le ha poste in una cruda luce, per esaltare i tablet e gli ultrabooks e che, ormai è certo, decreta il tramonto dell’era dei netbooks, qualunque sia stato il valore oggettivo di questi dispositivi.

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