I circa 3145 abitanti di Wedmore vogliono che il loro paese sparisca dalle mappe satellitari.
La notizia, apparsa sull’Herald Tribune International, ha davvero dell’incredibile.
Non si capisce per quale ragione i navigatori satellitari, che siano TomTom, Garmin, Becker, Navman, ecc, vedono in questa cittadina la via più breve ed economica per raggiungere diverse località. Peccato però che le stradine di Wedmore siano state concepite per carri di bestiame, trattori e vie ad un unico senso di marcia.
In conseguenza di ciò tutti i TIR, camion e mezzi pesanti che si trovino a transitare nella zona di Shire County sono dirottati, dai navigatori satellitari, ad attraversare Wedmore, portandosi con se specchietti retrovisori, paraurti di auto in sosta e pezzi di edifici.
Dall’avvento del GPS, e dalla diffusione dei navigatori satellitari, quotidianamente transitano circa 15000 veicoli al giorno.
E non mancano inconvenienti anche gravi: si va dal camion che si porta con se intere auto, da camion che rimangono incastrati tra edifici.
È quanto accaduto a diversi camionisti che periodicamente ricorrono all’intervento dei trattori locali per rimorchiare i loro mezzi pesanti fuori da strade senza uscita, curve troppo strette o canali d’irrigazione scambiati per svincoli stadali.
Insomma i navigatori satellitari non distinguono strade troppo strette, edifici sporgenti o ponti troppo bassi.
John Sanderson, presidente del consiglio parrocchiale, insieme con il resto della cittadinanza, ha proposto di eliminare Wedmore dalle mappe satellitari.
Dick Snauwaert, portavoce di Tele Atlas, ha dichiarato: “Noi non possiamo cambiare i dati dei nostri database”.
Forse dovrebbero cambiare abitudine i molti guidatori che si affidano ciecamente alle indicazioni dei navigatori satellitari, tralasciando il buon senso della propria razionalità.
(Fonte foto: Herald Tribune International).
Bellissimo articolo..i miei complimenti. Ottimo argomento di discussione.
Su Repubblica di ieri si diceva che l’82% dei paesini rurali inglesi hanno chiesto di essere tolti dalle mappe satellitari.
Non posso dargli torto. Abito in un paesino di campagna nel Comune di Carrara (nemmeno mille “anime”), che si trova precisamente a cavallo tra due province e tra due regioni. La zona è bellissima, ma mi trovo vicino, purtroppo, ad una zona industriale: abrasivi, vernici, segherie, stoccaggio e trasporto del marmo sono le principali attività.
La strada in cui vivo è una parallela strettissima della via Aurelia che porta alla zona industriale: siccome è la via più breve da e per l’autostrada, negli ultimi anni gli episodi spiacevoli non sono mancati.
Camion, anche a doppio rimorchio, di ogni nazionalità (spagnoli, polacchi, inglesi..) incastrati, che non potevano più ne andare avanti, nè tornare indietro, muretti,vasi, specchietti (e non solo) rotti; c’è chi si è ritrovato un tir nel giardino di casa perchè aveva sfondato il muro esterno. Niente di diverso dallo scenario che hai mostrato, ovviamente non con quel volume di traffico.
Ma questo succede da qualche anno e sono convinta che anche i camionisti non siano contenti di ritrovarsi in certe situazioni.
Una delle prime volte che si incastrò un tir nella strada dove abito, il camionista chiese spiegazioni a mio padre e gli mostrò una mappa che aveva scaricato da Kataweb. Ma su Kataweb si possono impostare o percorsi a piedi, o percorsi in macchina. Non ci sono percorsi per i mezzi pesanti e i cartelli stradali sono uguali per tutti. Anche per gli stranieri.
Ambra grazie dei complimenti.
Il problema nasce da una mappatura fatta in modo generale da alcuni navigatori satellitari. Per fortuna ci sono navigatori specifici per chi guida camion e mezzi pesanti in genere, ma sono poco pubblicizzati.