Nonostante fosse domenica Siti ufficiali e Blogger hanno riportato la notizia.
Le maggiori testate giornalistiche internazionali riportavano i dettagli di quanto accaduto a Milano.
Dopo pochi minuti, sul popolare social network Facebook, si sono creati gruppi Pro e Contro l’accaduto. Si va dai vari “Uccidiamo Massimo Tartaglia” e “Vergogna Massimo Tartaglia”, a quelli “Viva Massimo Tartaglia” e “Colletta per Massimo Tartaglia”.
Ci sono pagine di solidarietà al Premier ma anche “Chi ha aggredito Berlusconi Santo Subito”. Insomma dal clima che gira su Facebook l’aggressione ha suscitato stupore, ilarità, solidarietà ma anche un sentimento di vendetta.
Alcuni gruppi hanno registrato in pochi minuti più di 35 mila adesioni segno di un malcontento generale. Minori, ma pur sempre consistenti, le adesioni Pro-Premier.
Una ragazza scrive: “Chiunque l’abbia colpito lo stimo tantissimo. Ci credereste? Qualcuno lo ha fatto! Quest’uomo ha interpretato il pensiero e i desideri di mezza (e forse qualcosina in più) Italia”.
Intanto il Governo, per voce del sottosegretario all’Interno, Alfredo Mantovano, fa sapere che il Governo ha già dato disposizioni alle forze dell’ordine: “Ci sarà adesso un monitoraggio di questi siti. La nostra polizia postale e le altre forze di polizia – con tutti i limiti che un intervento di questo tipo comporta, sia tecnici, sia di normativa – cercheranno di capire e di risalire ai responsabili”.
Un compito che appare molto arduo.