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Non si placa l’ondata di reazioni scatenatesi in seguito all’annuncio del congelamento dei fondi governativi destinati allo sviluppo della banda larga e, conseguentemente, al superamento del digital divide.

A schierarsi dalla parte di internet veloce è stato il ministro dello Sviluppo Economico Claudio Scajola che, nel corso dell’ultimo Cipe, ha consegnato al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi un appunto per chiedere l’avvio di alcuni progetti per i quali sono già state definite le risorse, “misure che attuate consentirebbero di dare risposta anticiclica a molte crisi in atto”.

Scajola ritiene che destinare, come previsto in precedenza, 800 milioni di euro alla banda larga darebbe lavoro a 50.000 addetti e consentirebbe di aprire 33.000 cantieri, con un impatto positivo sul Pil pari a 0,2 punti percentuali.

I soldi per la banda larga li daremo quando usciremo dalla crisi”, ha annunciato la scorsa settimana Gianna Letta, facendo insorgere Confidustria e il vicemistro Romani, concordi con Scajola nel ritenere che la banda larga aiuti il paese a superare la crisi economica.

Fonte: Quo Media

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