Le norme, ratificate dal vertice mondiale dei garanti della privacy, pur non avendo un valore vincolante per i governi, costituiscono una forte pressione affinché le autorità dei vari paesi provvedano a una regolamentazione totale.
Quello svoltosi a Madrid è un avvenimento senza precedenti, “per la prima volta è un documento condiviso da tutti” ha dichiarato Francesco Pizzetti, il garante italiano della privacy.
La documentazione, che prende le mosse dalla direttiva Ue del 1995, prevede che i provider garantiscano l’accuratezza, la confidenzialità e la sicurezza dei dati, oltre all’obbligo di assicurare il rispetto di questi standard nei trasferimenti internazionali. Aspetti, questi, che sono ben lontani dall’uso che i social network Usa fanno dei dati immessi dagli utenti.
“In rete la protezione dei dati dei cittadini è più virtuale che reale, perché la rivoluzione tecnologica non è stata accompagnata da una evoluzione identica nei parametri di sicurezza” ha affermato il garante spagnolo Artemio Rallo.
Dal momento che i dati degli utenti costituiscono un’autentica fonte di ricchezza per i social network, si fa sempre più pressante l’esigenza di una regolamentazione globale.
Fonte: Quo Media
