L’ambizioso progetto, a dodici mesi dall’inaugurazione ufficiale, sembra prossimo al naufragio più che a un futuro di radioso sapere. Lo spazio del sito è pressoché deserto, scarsamente frequentato, anche a causa dei forti problemi riscontrati nel processo di digitalizzazione dei volumi provenienti dai 27 paesi europei. Solo il 5% di essi (meno della metà rispetto al previsto) è stato fin qui scannerizzato e messo a disposizione dei lettori.
A rallentare la fase di raccolta e messa online sono state la lenta burocrazia dei singoli stati e le problematiche legate al trattamento dei diritti d’autore di molti libri, che in alcuni casi perdurano fino a settant’anni dalla morte dello scrittore.
Il commissario europeo per l’Informazione e i Media, Viviane Reading, ha definito la situazione “preoccupante”, considerando i 4,6 milioni di volumi fin qui messi online un’inezia, rispetto le potenzialità di Europeana. Unico paese realmente attivo nel progetto pare essere la Francia, che da sola ha fornito il 47% delle opere raccolte. A seguire, la Germania (con il 15,4%), l’Olanda (8%) e la Gran Bretagna (7,9%), mentre l’Italia ha contribuito solamente per l’1,2%.
Fonte: Quo Media