Il sito web della tv satellitare Al Arabiya dà notizia dell’incontro avvenuto fra il vice capo della Polizia di Dubai, il colonnello Khamis al Muzainah, e i responsabili per il Medio Oriente di Google, convocati d’urgenza per “concordare i meccanismi” atti a contenere il fenomeno considerato ‘estraneo’ agli usi e costumi dell’Emirato arabo.
L’incontro avviene un giorno dopo l’accordo raggiunto dal capo della Polizia, generale Thahi Khalfan, con l’Ente statale della Comunicazione degli Emirati che ha stabilito una lista di 500 parole chiave da mettere al bando “per impedire l’accesso ai siti che violano la morale pubblica”.
Il bavaglio potrebbe dunque scattare presto per YouTube, ma anche per social network e siti irrispettosi dello (stretto) senso del pudore arabo, che stigmatizza in particolar modo i filmati che “promuovono suicidio e devianze sessuali”.
“Non sono consoni ai nostri usi e costumi”, ha detto il vice capo della Polizia.
Fonte: Quo Media

