Windows 8 per adesso occupa l’1% del mercato.

Come ormai coloro che seguono il nostro portale ben sapranno, il nuovo Windows 8 ha fatto la sua comparsa ufficiale sui mercati il 26 Ottobre e abbiamo già avuto modo di parlare dei primi dati circa le vendite. Ora, tuttavia, ad oltre un mese dall’uscita, si può analizzare in modo più preciso il numero di software venduti ed il numero di utenti che hanno deciso di passare all’ultimo sistema operativo in casa Microsoft.

Gli ultimi interessanti numeri sono stati diffusi da Net Application che ha appunto voluto mettere a confronto i diversi sistemi operativi ed i diversi browser utilizzati. In un mese Windows 8 ha conquistato l’1% di mercato: detto così sembra davvero pochissimo ma dobbiamo considerare la moltitudine di pc venditi nel mondo e la non necessità della maggior parte degli utenti di passare ad un nuovo S.O e soprattutto bisogna sottolineare che in questo mese Windows 8 è cresciuto più di Windows 7.  Al momento, comunque, Windows 7 occupa ben il 44,71% delle quote di mercato.

In generale, comunque, NetApplication ha messo in risalto un periodo di leggero calo per i sistemi operativi di Bill Gates: in totale, infatti, i dispositivi che utilizzano Windows sono diminuiti dello 0,22% di cui una parte è stata acquisita da Apple ( lo 0,14%) e una parte da Linux ( 0,8%). Da far notare, anche, che per la prima volta in assoluto, Windows Xp scende sotto la quota del 40%.

Interessante è il confronto fra Windows 7 e Windows 8 a tre settimane dal lancio. Il primo dopo 3 settimane aveva raggiunto ben 4% della quota di mercato. Un risultato ben superiore rispetto all’1% di Windws 8. Tuttavia è necessario che questi numeri vengano contestualizzati: Windows 7 è giunti subito dopo Vista che era ritenuto un pessimo sistema operativo dai consumatori e per questo moltissimi si sono dimostrati inclini a passare al nuovo sistema operativo. Windows 7, invece, è ritenuto un ottimo sistema operativo per cui sono in pochi a voler subito passare alla versione più aggiornata. Infine bisogna anche considerare il brutto periodo economico che sta colpendo tutto il mondo occidentale: i consumatori sono sempre più attento a come spendere i propri soldi.

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