I problemi che hanno coinvolto iOS 6 hanno costretto la “mela” a rivedere i propri piani. È necessario rimediare immediatamente ai problemi che affliggono le mappe di iOS 6 e, per questo motivo, Apple avrebbe deciso addirittura di assumere degli ex dipendenti di Google Maps per migliorare il servizio.

TechCrunch ha diffuso la notizia: la fonte sarebbe proprio un ex impiegato di Google Maps assunto recentemente in Apple per  migliorare la copertura europea ma anche integrare nel software una navigazione turn by turn. Apple sta quindi cercando del personale esperto che in pochi mesi possa migliorare le proprie mappe e possa proporre un software di navigazione all’altezza di Google Maps e del software di navigazione di Nokia.

TechCrunch riferisce che un supervisore di Google Maps a cui è scaduto il contratto da poche settimane, è stato assunto da Apple con uno stipendio da 85000 dollari l’anno più vari benefits. Apple , quindi, prova a convincere persone qualificate a unirsi al progetto grazie a stipendi molto allettanti. La “mela” è consapevole che il tempo stringe e bisogna fare in fretta: è consapevole, infatti, della magra figura rimediata nei confronti dei consumatori ed ora è necessario placare gli animi. Apple deve dimostrare di essere interessata a ciò che i consumatori chiedono e deve lavorare in quella direzione. Certo, per il momento rompere la partnership con Google potrebbe essere sembrata la mossa sbagliata ma si sa che i conti si fanno alla fine: se Apple riuscirà grazie a un team di esperti a risollevare le proprie mappe, vuol dire che sarà riuscita a garantirsi l’indipendenza “dalla grande G”.

Sotto accusa è finita anche TomTom, la famosa casa olandese che si occupa di navigazione satellitare e relativa cartografia. Il presidente dell’azienda respinge ogni accusa precisando che TomTom ha semplicemente venduto la licenza per sfruttare le mappe ad Apple ma non ha nulla a che fare con il software realizzato da quest’ultimo. TomTom, infatti, dichiara di non aver mai mandato i suoi esperti a Cupertino. Insomma Apple è la causa del problema ed è sempre lei, ora, che deve risolverlo.

 

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