Secondo Rutter, se si guarda all’attuale FIFA, non c’è niente che i developers abbiano desiderato implementare e che sia stato impedito dai limiti delle attuali console. Non ci sarebbe, quindi, cose che non si possono fare sulle console attuali e nemmeno cose che sono in progetto per il futuro.
I fan della serie richiedono da tempo un pubblico più realistico: questo, tuttavia, non è stato implementato non certo a causa delle limitazioni di Playstation 3 e Xbox 360 ma, semplicemente, perché EA, secondo Rutter, vuole concentrarsi maggiormente sul gameplay. Per questo motivo, anche se ci fosse una nuova generazione a breve, il team di sviluppo continuerà a focalizzarsi sul miglioramento del Gameplay ovvero la parte fondamentale del videogioco.
Secondo il producer di FIFA 13, se i developers avrebbe perso tempo prezioso per creare una folla che apparisse fantastica, non avrebbero potuto fare il loro ingresso nel gioco il touch control o il complete dribbling, o i miglioramenti nelle features di gestione dell’attacco che sono state inserite quest’anno. Quello che interessa maggiormente agli appassionati è il gioco vero e proprio e non il contorno: per questo EA lavora in questa direzione. Secondo Rutter, questo è l’approccio vincente che ha permesso il grande miglioramento che ha contraddistinto FIFA in questi ultimi anni.
Il lavoro continuo di miglioramento ha permesso, secondo Rutter, di proporre ai consumatori un’esperienza calcistica virtuale mai vista sino ad ora. Ma, naturalmente, il producer di FIFA non vuole accontentarsi: fra qualche mese staremo già pensando alle possibili implementazioni per il prossimo anno in quanto sono molti i progetti per il futuro.
Dichiarazioni piuttosto contraddittorie: qualche mese fa EA diceva che il lancio ritardato della next generation aveva fortemente penalizzato il mercato videoludico mentre, ora, questo viene negato. L’intento tuttavia è chiaro: promuovere FIFA che, comunque, next generation o meno, sarà un gioco di ottima qualità.
