Fino ad ora, Nintendo era sempre riuscita a chiudere il proprio anno fiscale in attiva ma questa volta non sarà così: infatti ha dichiarato ufficialmente una perdita di ben 43,20 miliardi di yen (400 milioni di euro circa) per l’anno appena trascorso.  I ricavi sono calati ben del 36%. Secondo la casa Giapponese, il dato è dovuto al prezzo con il quale il nuovo Nintendo 3DS viene venduto: il dispositivo è infatti venduto ad un prezzo molto basso a tal punto che Nintendo perde diversi soldi per ogni console venduta. Tutto questo per cercare di far sì che questa nuova console portatile venda come il suo predecessore( il Nintendo DS). Lo scopo, naturalmente, è quello di vendere e diffondere il più possibile la console per avere in seguito ricavi maggiori con la vendita di giochi ed accessori dedicati.

Tuttavia una perdita così ampia non può derivare solo dalla vendita del 3DS. Infatti è già alcuni anni che Nintedo lavora alla nuova Wii U, la prima console della prossima generazione che sarà disponibile sui mercati già nella stagione natalizia 2012, e questo ha comportato degli investimenti consistenti che ora si ripercuotono sui bilanci economici. Naturalmente quando la nuova Wii U arriverà sul mercato, se riuscirà a conquistare i consumatori, questo trend negativo dovrebbe invertirsi.  In totale sono stati 13 milioni i 3DS venduti durante l’anno fiscale mentre i DS venduti si sono attestati a 5,1 milioni. Un dato negativo arriva anche dalle vendite della Wii: la home console di Nintendo è stata acquistata per sole 9,84 milioni di volte, cifre inferiori addirittura al nuovo 3DS.

Dati che comunque non stupiscono affatto: infatti erano già alcuni mesi che Nintendo stessa aveva annunciato di prevedere una perdita di alcune centinaia di milioni di euro. Lo stesso vale per le scarse vendite della Nintendo Wii: è stata proprio a causa delle scarse vendite ,che si protraggono ormai da più di un anno, che hanno spinto Nintendo ad accelerare il passaggio alla nuova generazione.

Niente di nuovo insomma: sarà interessante vedere se, e di quanto, tornerà in attivo il bilancio il prossimo anno. Una cosa è certa: l’era della next generation è ormai alle porte.

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