anonymous

 

Le attività degli hacker, in questi ultimi tre mesi, sembrano non avere fine: si potrebbe quasi dire che l’intera comunità si stia coordinando perchè qualcosa, a differenza degli anni scorsi, è cambiata tanto da dare a questi cyber fuorilegge una sorta di segnale di inizio. Ma è solo una ipotesi basata sulle osservazioni, assolutamente personale, riportata per dare inizio alla discussione con i nostri lettori. Nel frattempo riportiamo l’ennesima notizia di una intrusioni informatica.

Il Gruppo Anonymous – potremmo definirlo il bacino dal quale sono emersi gruppi distinti quali Lulzsec che ha imperversato sino a qualche settimana fa, ed Antisec – allunga la lista delle proprie attività illegali con un assalto ai server di un contractor militare del governo USA, riuscendo a sottrarre 90,000 indirizzi email, password, ed informazioni diverse. Il gruppo ha ha anche rilasciato un torrent da 190MB con dati di stampo militari riguardanti il personale di diverse agenzie dell’esercito, così come di dipartimenti ad esso collegati.

Anonymous inoltre commenta anche il proprio operato, definendosi scioccato per la facilità con la quale è stato possibile risalire alle informazioni, una facilità ancora più incomprensibile trattandosi di server per informazioni militari. Il gruppo riferisce di essersi imbattuto in server praticamente privi di ogni accorgimento riguardo la sicurezza, sul quale sono stati in grado di cancellare 4 giga di materiale, ed ottenere contemporaneamente informazioni su come procedere all’attacco di altri server. L’attacco ad un contractor militare del governo è il secondo di questa settimana.

Altri attacchi dello stesso stampo hanno visto come risultato la cancellazione di database di un altro contractor governativo e delle email private degli utenti. Altra impresa tecnologica è stata quella di attaccare il sito web della polizia dell’Arizona, per rendere pubbliche delle informazioni nell’ottica della protesta per la recente legge anti immigrazione giudicata troppo dura; mentre in Giugno il gruppo ha attaccato il sito web del governo turco per manifestare, anche in questo caso, contro un filtro alla navigazione degli utenti troppo oppressivo. Da ciò che Anonymous compie, e dal tipo di danno che infligge ai server attaccati, sembra che effettivamente la loro azione siano dimostrative per mettere in luce falle tecnologiche che non ci si aspetta di trovare in certi ambiti, o per farsi portavoce del malcontento popolare con operazioni di disturbo verso gli organi governativi. E’ bene ribadire che si tratta di attività da non intraprendere in quanto illegali e pesantemente punite.

Il giudizio su queste vicende non attiene agli scopi di questo articolo.

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