Oggi è trascorso un mese da quando, il 7 Novembre, un ragazzo finlandese compì quel gesto insano, battezzandolo su YouTube “Jokela High School Massacre“: mi auguro che nessuno si sia scordato la tragedia. Più di 100 mila persone hanno visto il video incriminato prima che accadesse. Il giorno stesso, l’account YouTube del giovane è stato sospeso; ma non è passato molto che un altro utente lo reinserisse. Boom di visite.
Il risultato? Ad oggi, dopo un mese, il video si riesce a trovare e a vedere senza troppa fatica, ripreso dai telegiornali internazionali. Avevo capito che si temesse il fenomeno dell’imitazione.
Ancora. L’omicidio della ragazza inglese a Perugia. In TV, giorni e giorni di immagini dagli Spaces dei due ragazzi indagati, su tutti i canali, per le tre edizioni dei notiziari in più gli speciali dedicati a quest’altra tragedia. Giorni e giorni a cercare di capire dai video, dalle foto e dagli scritti la personalità dei principali sospettati, per mostrare lo “scoop” di un post, apparentemente sospetto, o di un filmato, che facesse apparire il contorno della scena del delitto come un qualcosa già di per sé “illecito”.
Comunque sia andata questa orribile vicenda, non mi posso permettere di giudicare nessuno e non voglio entrare nella questione morale. Penso solo che, dal lato della giustizia, lascerei fare il proprio lavoro a giudici, magistrati, avvocati, polizia scientifica e a chiunque altro stia svolgendo le indagini.
Quel che mostra una persona sul proprio blog, inteso come diario, non può marchiarlo per sempre di chissà quale perversione: sono convinta che molti di noi hanno foto che in quel momento, in quel luogo e per quelle persone hanno un significato, ma se queste vengono proiettate in un contesto come quello di Perugia, potrebbero risultare “ambigue” o “sospette”.
Ma se si è violenti, lo si è, punto e basta. Alcune grandi menti criminali hanno mandato in tilt i più illustri psicologi e pischiatri.
Forse, non ci starebbe male un pizzico di discrezione: le fanciulle lo sanno, ai diari segreti si mette il lucchetto.