Il colosso finanziario europeo è stato costretto a rivelare che tre anni fa l’ex tecnico di computer Herve Falciani, ha rubato non dieci (come inizialmente dichiarato dalla società), ma i dati di conti correnti di 24.000 clienti dalla divisione svizzera di Hsbc , di cui sono poi entrati in possesso le autorità francesi. Di questi, circa 15.000 sono ancora attivi, mentre 9.000 sono stati chiusi in passato.
Falciani, che ha la doppia nazionalità francese e italiana, avrebbe cercato di vendere i dati rubati a vari governi. Nel 2008, in seguito alla denuncia di Hsbc le autorità francesi avrebbero fatto irruzione in casa sua e confiscato tutte le informazioni acquisite.
La Finma, autorità del mercato svizzero, ha aperto un’ indagine sul furto per accertare come sia stato possibile che un così elevato numero di dati sia stato sottratto e se la risposta di Hsbc abbia fondamenta legali. Tale tipo di indagini, afferma il numero uno del global private banking di Hsbc, Chris Meares, sono una «normale procedura» e l’istituto sta lavorando a stretto contatto con le autorità per far luce sul furto, che ha coinvolto il 15% dei clienti della banca privata di Hsbc.
«Siamo profondamente dispiaciuti della situazione che si è venuta a creare e ci scusiamo con i nostri clienti per la minaccia che questo rappresenta per la loro privacy»,
dichiara Alexandre Zeller, numero uno della banca privata di Hsbc.
Preoccupazione da Berna che Parigi avesse potuto utilizzare i dati rubati per individuare potenziali evasori fiscali e poi girare le informazioni anche in altri stati. Le autorità francesi – ha sottolineato Hsbc – hanno informato la Svizzera che non utilizzeranno i dati in modo inappropriato.
Fonte: Ansa




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