In questi ultimi anni, Paypal è stata contraddistinta da un’ascesa davvero importante nel campo dei pagamenti online. Il mercato in questione era fino a qualche anno fa una nuova frontiera da sfruttare ma come  accade per le novità, dopo qualche tempo gli andamenti si mercato si stabilizzano e la crescita è sempre minore. La crisi economica, inoltre, non contribuisce certo a migliorare le cose e così, anche Paypal ha deciso di ridurre il proprio organico per cercare di mantenere i profitti i più alti possibili. Come al solito, quindi, saranno i lavoratori più deboli a farne le spese: sembrerebbe che ben 325 lavori full time e 120 lavoratori a tempo determinato saranno licenziati in seguito alla riorganizzazione delle risorse umane deciso dal presidente David Marcus.

Secondo il presidente questa decisione è fondamentale per consolidare gli attuali nove gruppi di programmazione e sviluppo all’interno di una sola organizzazione. Le spese per questa consolidazione saranno sostenute grazie alla riduzione della forza lavoro e ad Ebay che metterà in campo ben 15 milioni di dollari, operazione che verrà contabilizzata nel prossimo e ultimo trimestre fiscale.

Il taglio del personale, tuttavia, non dovrebbe concludersi qua: infatti unire più gruppi in un’unica divisione porterà ad avere dei ruoli ridondanti e più persone si troveranno ad occupare la stessa posizione:  molti di loro saranno sicuramente costretti a lasciare l’impiego. Secondo il presidente, la nuova organizzazione permetterà velocizzare lo sviluppo e progettazione di nuovi prodotti e servizi, per tenere il passo con le proposte dei nuovi concorrenti come Square e Dwolla. Secondo David Marcus è necessario essere realisti: l’azienda deve riconoscere che non possiede i prodotti migliori e deve, quindi, prenderne atto e provare a migliorarsi.

La notizia, tuttavia, non giunge certo come una doccia fredda: infatti già a Giugno dello scorso anno Marcus aveva accennato ad una ristrutturazione senza mai menzionare, però, un ridimensionamento del personale. Insomma, alla fine, come in tutte le aziende, in questo periodo chi ci rimette di più sono i lavoratori che stanno alla base delle aziende stesse.

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