Twitter è nuovamente stato soggetto ad un attacco malware su larga scala, che si è diffuso attraverso le pagine del celebre social network. Ne ha dato notizia la compagnia di sicurezza software Sophos.

I tweets malevoli sono simili a frasi del genere: “Sei tu nella foto?”, “Ti riguarda?” Itweets ed i link ad essi correlati includono spesso dei riferimenti ad altri account Twitter, molti dei quali rimandano poi a portali con estensione .ru, come rende noto Sophos. “L’attacco di per se è molto semplice, affidandosi alla naturale curiosità degli utenti a proposito di qualsiasi cosa contenga una menzione al proprio profilo. Includere quindi il nome utente costituisce un’esca difficile da resistere,” afferma Richard Wang di Sophos.

I link contenuti nei tweets di spam portano ad un trojan che, infine, ridiriger gli utenti a siti russi che contengono il kit Blackhole, un software utilizzato per intrufolarsi nelle macchine degli utenti ignari. Blackhole è stato per la prima volta notato nel 2010, e da quel momento il suo uso è fortemente aumentato nell’ambito delle illecite attività di hacker.

La versione del kit che sembra circolare con più frequenza su Twitter nell’ambito di questa nuova campagna di attacco sfrutta le vulnerabilità di Adobe Reader e Shockwave Flash, sembra stando alle indicazioni di Sophos. Gli utenti sono i primi responsabili della propria protezione, e possono evitare i pericoli di queste tecniche mantenendo sempre aggiornato il proprio software anti-malware, applicando le patch proposte per il proprio sistema operativo, e rendendo sicura la propria navigazione attraverso i vari browser in uso anche attraverso plug in specifici, installati solo da fonte sicure e mantenendoli sempre aggiornati.

Inoltre, la prudenza ed il buon senso sono i primi compagni di una buona protezione, ed è quindi meglio pensare più di una volta prima di seguire un link solo perchè contiene un riferimento personale, specie quando la fonte non è sicura come in questi casi. Twitter da parte sua non ha commentato l’accaduto per quello che riguarda la diffusione dei tweets malevoli.

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