Google offre certamente uno dei migliori ambienti di strumentazioni web in circolazione. Grazie ai propri servizi è possibile dire che un normale utente potrebbe passare l’intera esperienza online attraverso i prodotti Google, estendendola anche in caso di lavoro da postazione mobile o da ufficio.
Eppure, stando a quanto riporta un anonimo impiegato che da Microsoft è passato a Google, ed è poi tornato a Microsoft, non tutto sembra così perfetto a Mountain View, tanto da indurre l’impiegato anonimo ad affermare in un post che Google sarebbe addirittura in via di declino come è accaduto a Netscape, Sun, Yahoo. L’impressione che Google ha dato allo scrivente è quella di una compagnia che effettivamente è in grado di controbattere ai diretti concorrenti di servizi web, Microsoft, Apple e Facebook, ma che in effetti non riesce mai a concentrarsi su qualcosa in particolare, passando tra stati di transizione senza mai soffermarsi in particolar modo su una tecnologia e svilupparla continuamente, mantenendola competitivi: esempio fulgido è la partenza di Google+, che in un brevissimo arco di tempo ha ricevuto milioni di sottoscrizioni, con pesanti aggiornamenti software alcuni migliori anche di Facebook, ma che adesso sembra essersi arenato senza più la forza di spingersi oltre.
Google parrebbe quindi dividere troppo i propri ambiti di influenza, decimando le forze senza riuscire ad ottenere, alla lunga, un risultato consistente. In questo momento sembra che la preoccupazione maggiore di Google sia quello di fare soldi attraverso la pubblicità su Internet, rendendo questo aspetto quello principale per i propri introiti: il piano consiste nel portare a tutti gli utenti di uno qualsiasi dei propri servizi, almeno una piccola parte di pubblicità, ed è una mossa che funziona visto che la navigazione sul Web è oberata da pubblicità.
Dove invece sembra che Google manchi è lo spirito con il quale si pone nei confronti di Microsoft e Facebook: invece di trattarli da partners per avvalersi della loro collaborazione mentre continua la propria strada (la navigazione sul Web, Gmail, Android), li affronta come concorrenti cercando di rubare loro lo sviluppo di software per la produttività o il social networking che, come già detto, non sembra essere più alla portata di Google+. Si potrebbe concludere quindi che Google non ha imparato molto da quanto successo a Sun, Yahoo e Netscape, che è poi l’accusa che gli viene mossa principalmente.
Se così fosse, la prima spia di pericolo sarà proprio Google+, sempre più traballante nei confronti di Facebook.



