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BitTorrent è stato oggetto negli ultimi tempi di una attenta analisi da parte del Willesley College del Minnesota, mettendo in relazione la sua comparsa con l’andamento della pirateria online.

Dagli studi non è emerso, clamorosamente, che la comparsa del sistema peer-to-peer basato sui torrent è in relazione con la perdita di incassi sul territorio USA, con particolare riferimento all’industria cinematografica. Si legge infatti che la possibilità di scaricare un film subito dopo la sua uscita, non ha praticamente nessun effetto sui guadagni in USA, ovvero dove il film viene prodotto.

Negli altri paesi del mondo invece, la perdita (stimata attorno al 7% dell’incasso) sarebbe derivata non a causa della versione piratata del film, quanto dal periodo di tempo che uno spettatore italiano, ad esempio, deve attendere per vedere un film uscito settimane, se non mesi, prima. La ricerca continua affermando che sono tre i fattori che impediscono l’uscita di un film in contemporanea mondiale: non tutte le strutture cinematografiche possiedono un adeguato supporto tecnologico che faciliti la rapida distribuzione, affidandosi ancora alle vecchie pellicole che sono costose ed impiegano un tempo relativamente lungo per essere creato, quindi i vari teatri e cinema devono condividerli; non tutti hanno a disposizione lo stesso numero di cinema e teatri per le proiezioni, dunque i tempi di uscita di un film, in una data zona mal servita, sono molto più lunghi dato che la coda di film da proiettare è notevole; infine, una grande parte della promozione dei film più importanti prevede il coinvolgimento degli attori, che per ovvie ragioni non possono trovarsi dappertutto nello stesso periodo.

Mentre questi periodi si trasformano nelle settimane e nei mesi di attesa, la pirateria online continua ad essere un problema che le associazioni del settore di intrattenimento devono risolvere, sebbene non sembra più essere una priorità non rimandabile come appariva qualche anno fa, anche in luce del fatto che un spesso i film piratati rispondono a standard qualitativi piuttosto bassi e, nell’attesa che il file su internet raggiunga livelli accettabili, spesso si preferisce andare a vedere al cinema lo stesso prodotto.

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