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Unity, l’interfaccia utente che Ubuntu ha introdotto in Maggio unitamente alla nuova versione “Natty Narwhal”. Gli utenti, sull’abbandono della vecchia UI a favore di Unity, che ha dato molti problemi di compatibilità soprattutto immediatamente il rilascio, si sono divisi su questa scelta: alcuni adorano il nuovo sistemi, altri strenuamente rivogliono la vecchia scelta KDE / Gnome.

Proprio questa settimana è apparso un post di Jono Bacon, manager della comunità di Ubuntu, per difendere Unity e la sua integrazione presente anche nella prossima versione, Ubuntu 11.10, “Oneric Ocelot”. Nel post si fa cenno alle funzionalità di Unity in Ubuntu 11.10, come la funzionalità che consente di mostrare il menù ed i controlli della finestra semplicemente sostando sopra il testo, oppure l’accesso facilitato al launcher cliccando sulla parte sinistra dello schermo. In generale, Unity viene indicata come un rinnovo importante, dalle caratteristiche e dai modi di utilizzo tutte da scoprire sebbene, stando almeno alle lamentele, gli utenti Linux preferiscono forse qualcosa di meno geek e più configurabile.

Tuttavia, il post non da informazioni su eventuali novità nell’interfaccia grafica, quanto sul sistema di aggiornamento che Ubuntu sta valutando e che potrebbe ricalcare il modello intrapreso da Firefox, ovvero accorciare il ciclo di vita degli aggiornamenti ad addirittura un mese.
Gli utenti Linux in generale sanno quanto un aggiornamento della distribuzione sia un evento che può portare via moltissimo tempo: le incompatibilità con le periferiche e le applicazioni, ed il processo di aggiornamento dei pacchetti del sistema operativo sono delle operazioni non sempre semplici, e per le quali a volte è necessario perdere energie, nel frattempo disponendo di un sistema mal funzionante.

La prospettiva di una aggiornamento continuo della piattaforma dunque è una eventualità che molti non vogliono nemmeno considerare: è per questo che Ubuntu si affretta a precisare che il ciclo profilato, sempre che venga confermato, non riguarderà nuove distribuzioni, ma un flusso di aggiornamenti della distribuzione a scadenze fisse, in modo da aggiornare e perfezionare continuamente la “release” vera e propria, lasciando all’utente la scelta di avvicinarsi quanto più desiderano all’ultimo aggiornamento disponibile, con tutti i vantaggi (o rischi) che questo comporta. La decisione finale verrà certamente annunciata dopo il rilascio di Ubuntu 11.10, come detto fissato per il mese prossimo.

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