Presentiamo oggi un curioso gadget che consentirà di trasformare qualsiasi display, di qualsiasi dimensione, in una periferica touch screen, così da realizzare le funzioni di selezione menu o, perchè no, di controller ultra preciso di videogiochi, o ancora uno strumento in grado di approcciarsi al disegno ed alla manipolazione dei file multimediali in maniera inesplorata, divertente e coinvolgente. Sono solo qualcuno degli aspetti per i quali ZeroTouch, l’interfaccia presentata questa settimana nell’ambito della Conference on Human Factors in Computing che si è svolta presso l’università del Texas, può essere impiegata. Molti starà agli utenti scoprirli, quando questa tecnologia sarà messa a disposizione dei consumatori.
ZeroTouch consiste di una serie di LEd infrarossi posizionati in modo da triangolare la posizione di un qualsiasi oggetto posto sulla superficie di quella che sembra una semplice cornice di plastica vuota. I LED creano una griglia invisibile che attraversano lo spazio della cornice, rendendo così identificabile la forma e lo spostamento di qualsiasi oggetto gli si muova attraverso. Il sistema può essere quindi posto sopra uno schermo, un tavolo, o una qualsiasi piattaforma rigida sulla quale è possibile posizionare la cornice. Così facendo, anche gli schermi più grandi accettano i comandi touch, e se la cornice viene applicata su uno schermo già fornito di questa tecnologia, vengono aumentati in maniera esponenziale il n umero di comandi trasmissibili con i movimenti delle dita.

Durante la dimostrazione è stato realizzato proprio questo caso: l’utente è in grado di dare comando tramite un pennino sullo schermo touchscreen “tradizionale”, ed al contempo muovendo le dita con le tipiche operazioni di pizzico o di scivolamento. La combinazione tra uso della penna e delle dita ha dato modo di gestire un complesso videogioco di strategia, ma chiaramente lo stesso risultato soddisfacente e preciso potrà essere impiegato, ad esempio, nella realizzazione di disegni professionali anche di elevata difficoltà realizzativa.
L’ideatore del progetto si è spinto oltre, sostenendo di volere realizzare delle cornici abbastanza grandi da consentire ad una persona di passarci attraverso, così da trasformare il corpo umano in un controller perfetto, impiegabile in maniera molto più precisa rispetto alla idea che sottende alla kinect, ad esempio, il cui fascio che identifica i movimenti è poco accurato essendo sparato da un unico punto.

Una innovazione che si preannuncia quanto di più coinvolgente potremmo desiderare dal punto di vista del “toccare con mano” i nostri videogiochi o applicativi preferiti.

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