Ormai sono diversi giorni che la piattaforma per il gioco online di Sony, il Play Station Network, è spenta. Tutti i possessori di Ps3 lo sanno, ciò che però non sapevano o speravano no dover sapere è che i loro dati personali, incluse le informazioni relative alle carte di credito sono a serio rischio.

Sony infatti ha inviato una mail ai suoi utenti in cui svela il retroscena del down prolungato del PSN: tutta colpa di un attacco informatico da parte di alcuni non precisati autori.

Nell’attesa che il sistema venga ripristinato, stavolta con misure di sicurezza a prova di intrusione, Sony diffonde alcune linee guida per salvaguardare il più possibile i clienti:

-Controllare i movimenti delle carte di credito. Nonostante Sony abbia affermato che i codici di sicurezza non sono stati rubati, i criminali sono in possesso del numero della vostra carta di credito, nonché dell’intestatario e della data di scadenza. Nel caso si registrassero movimenti non identificati, denunciare il fatto.

-Fare attenzione alle mail ricevute. Il vostro indirizzo mail è sicuramente il primo dato che potrebbe venir utilizzato. Spam e truffe via mail sono dietro l’angolo, prudenza.

Diffidate da chi vi chiede dati personali. Sony fa sapere infatti che in nessun modo contatterà gli utenti per richiedere dati personali come password o username. Se ci arriva una richiesta del genere abbiamo difronte sicuramente un truffatore.

Cambiare password. Appena sarà possibile accedere di nuovo al sistema, sarebbe opportuno cambiare le password utilizzate. Se utilizzate gli stessi dati d’accesso anche per altre piattaforme come Facebook o semplicemente per la vostra casella mail, sarebbe opportuno modificarli.

-Essere diffidenti. In generale è consigliabile per un periodo restare piuttosto vigili ad ogni richiesta che ci viene posta attraverso internet.

Sony comunica che non c’è la prova inconfutabile che i nostri dati sono stati rubati, ma di certo se una società così importante si espone in questo modo di sicuro ci dovrebbe sollevare più di qualche dubbio. Non è il caso comunque di fare del terrorismo psicologico, mortificando ogni nostra attività quotidiana sul web.

Questo spiacevole inconveniente non giova sicuramente all’immagine della casa nipponica, che comunque sta impegnando importanti risorse nella risoluzione e messa in sicurezza del problema. Non ci resta che augurarci che ciò non porti alcun danno sostanziale ai consumatori.

Luca Fortuna

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