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Mentre a Fieramilanocity è di scena lo IAB Forum, che si sta focalizzando sul futuro di internet e dell’economia digitale, a pochi km, all’interno del nuovo polo fieristico di Rho, il salone della comunicazione Com-pa disegna uno scenario tutt’altro che confortante.

In Italia un terzo delle aziende, il 10% dei Comuni (3.231) e l’11% della popolazione (6,5 milioni di persone) non hanno la possibilità di accedere a connessioni internet Adsl e sono di fatto tagliati fuori dal poter navigare in internet in maniera completa, fruendo delle funzionalità più avanzate sviluppate per i siti.

Come emerge dai dati in nostro possesso – spiega Luca Spada, ad di Ngiil digital divide in Italia è ancora molto forte e ha gravi ripercussioni economiche, sociali e culturali. Il fenomeno può essere contrastato solo colmando il gap infrastrutturale: esistono ancora troppe zone in cui la banda larga non è accessibile”. Per contribure alla soluzione del problema, afferma Spada, “rinnoviamo la nostra disponibilità a collaborare con le istituzioni per ampliare la rete Eolo”. Al momento sono oltre 35 mila i clienti raggiunti dall’internet provider, per un totale di 3.000 Comuni in 26 province di 5 Regioni del Nord Italia. Nel 2009, sostiene Spada, l’azienda prevede un fatturato di 20 milioni di euro.

Cattive notizie sull’argomento giungono intanto dal governo: il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta, nel corso di una conferenza stampa a Palazzo Chigi, ha affermato che i fondi previsti dal Governo per il piano Romani per il superamento del digital divide e lo sviluppo della banda larga saranno congelati fino alla fine della crisi.

I soldi non li abbiamo nè dirottati, nè sciupati – ha detto il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta nel corso di una conferenza stampa a Palazzo Chigi ci siamo presi un momento di riflessione e di analisi in funzione della diversa scala di priorità che poteva nascere dalla crisi”.

Letta ha spiegato che gli 800 milioni ancora non approvati dal Cipe verranno stanziati “quando avremo la certezza che quelle risorse non serviranno per la protezione sociale o per l’occupazione, che sono le nostre principali priorità”. Superata la crisi, ha concluso Letta, “allora la prima delle nostre priorità sarà la banda larga, che può essere motore di sviluppo del nostro Paese”.

Fonte: Quo Media

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