L’annuncio dell’obbligarietà del software, chiamato Green Dam Youth Escort, ha scatenato vibranti proteste interne ed esterne al paese ed è stato vissuto come l’ennesimo tentativo del governo cinese di controllare e gestire la libera circolazione delle informazioni e l’accesso a siti ‘scomodi’.
“Alcuni produttori hanno affermato che una simile installazione richiede maggior tempo”, si legge in un comunicato del ministero, che lascerebbe intendere che le intenzioni dell’esecutivo non sono cambiate, nonostante le critiche giunte dall’Unione europea e dagli Stati Uniti.
Fonte: Quo Media
