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Oggi hanno perso la vita 140 persone e ne sono rimaste ferite  più di 800 a causa dei disordini verificatisi nello Xinjiang, regione dell’estremo occidente della Cina.

La reazione immediata del governo asiatico, che ha ricondotto l’accaduto a un complotto da parte dei separatisti musulmani, è stata quella di bloccare l’accesso alla rete nella regione. Gli abitanti della capitale hanno riferito di aver appreso che l’accesso bloccato per 48 ore.

Il blocco imposto dal governo sembrerebbe però interessare anche altre zone: a Pechino e Shanghai gli utenti lamentano che Twitter, distintosi per particolare efficienza nella trasmissione di informazioni dall’Iran, non è accessibile. Le intenzioni piuttosto palesi del governo sono quelle di fare ‘tabula rasa’ di video, fotografie e commenti pubblicati sui siti cinesi sulle violenze.

Fonte: Quo Media

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