Il caso è nato intorno al Metropolitan International Schools, istituto europeo per la formazione a distanza, che ha citato Google per i commenti negativi che sono stati postati circa le proprie attività.
Il giudice Eady ha dichiarato che il Metropolitan International non avrebbe nessuna ragionevole speranza di successo legale nell’accusare Google per questi commenti. Il colosso dei motori di ricerca non può essere considerato responsabile né di aver autorizzato né di aver causato l’apparizione di questi commenti sugli schermi dei pc degli utenti, ha scritto il giudice nella sentenza datata 16 luglio.
“Google ha semplicemente, secondo il suo ruolo di motore di ricerca, fatto la parte del mediatore“.
Il portavoce dell’azienda californiana ha reso nota, attraverso un comunicato, la soddisfazione della società e si è detto felice del fatto che si sia rafforzato il principio che un motore di ricerca non può essere considerato responsabile dei commenti pubblicati su siti web terzi.
Fonte: Quo Media
