L’emendamento riguardava la “repressione di attività di apologia o istigazione a delinquere compiuta a mezzo internet” e avrebbe messo gli Ip in condizione di innescare “appositi strumenti di filtraggio“ e isolare le pagine incriminate.
Pena una multa da 50mila a 250mila euro e l’accusa di concorso di “apologia o di istigazione in via telematica sulla rete internet”. Si attende a questo punto il destino della legge, per molti versi analoga, che verrà passata al vaglio in Francia e si propone di arginare la pirateria.
Fonte: Quo Media


