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Non capisco la questione da voi sollevata. Penso che i media cinesi, come i media presenti qui, abbiano i loro diritti editoriali“. Così si è espressa la portavoce del ministero degli Esteri cinese Jiang Yu durante una conferenza stampa rispondendo alle accuse di censura operata dalla tv di stato e dai siti internet al discorso inaugurale del presidente degli Stati Uniti Barack Obama.

A coloro che arrivano al potere attraverso la corruzione e l’inganno e facendo tacere i dissidenti, sappiamo che siete la parte sbagliata della storia, ma vi tenderemo la mano se aprirete il vostro pugno”.

Ricordiamo che le generazioni precedenti hanno affrontato il comunismo e il fascismo non solo con i missili e i carri armati, ma con alleanze e convinzioni durevoli”.

Queste le due parti del discorso che hanno subito il ‘taglia e cuci’ del partito comunista cinese, sovente preoccupato della libera circolazione delle informazioni sul web.

La maggior parte dei portali si è ‘dimenticato’ di tradurre il termine ‘comunismo’ e ha preferito non riportare il paragrafo sui dissidenti. Il portale Netease ha cancellato l’intero passaggio sul comunismo ma non ha menzionato quello dei dissidenti. Analoga censura è stata operata anche ieri, nel corso della diretta: la China Central Television, principale canale televisivo del paese, ha diffuso il discorso di Barack Obama con la traduzione in tempo reale. La trasmissione è stata interrotta nel momento in cui il presidente Usa ha fatto riferimento al comunismo e la linea è tornata allo studio. Il conduttore, spiazzato dal cambiamento di programma, si è affrettato a porre un quesito ad un ospite.

Non ha invece operato tagli il sito di Phoenix TV, una rete con sede ad Hong Kong, che ha trasmesso l’intero discorso, e il sito del quotidiano di stato China Daily.

Fonte: Quo Media

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