recuperare_dati_hard_disk

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La maggior parte dei danni di un hard disk può essere aggirato al fine di recuperare i dati in esso contenuti. DriveSavers è un servizio che, in corrispondenza di un costo che si aggira tra i 1,000 $ ed i 1,500 $,  recupera i dati di un drive difettoso o rotto. Un altro servizio che offre le stesse prestazioni è DTI Data, che al costo di 1,000 $ apre fisicamente il componente danneggiato e preleva i dati attraverso una tecnologia esclusiva e proprietaria. Se la compagnia è in grado di recuperare i dati senza dovere fisicamente intervenire sul disco fisso, il costo della operazione è di circa 500$. Entrambe le compagnie non richiedono pagamento se, invece, non riescono a recuperare i dati richiesti.

Cosa fare tuttavia per evitare che un hard disk risulti inservibile? Uno dei casi più comuni è la caduta di liquidi sul case del computer, desktop o portatile, che causa naturalmente una eccessiva umidità sul disco fisso. In casi del genere, la cosa più sbagliata da fare è provare ad asciugarlo. L’acqua infatti contiene dei minerali che possono potenzialmente intaccare fisicamente il disco fisso ed inficiare le tracce dove sono conservati i dati. La soluzione, affermano entrambe le compagnie Drive Savers e DTI Data è quella di pulire nella maniera più semplice possibile l’hard disk: ad esempio se è caduto in acqua salata, con acqua dolce. Dopo questo, l’hard disk ancora bagnato deve essere avvolto in un foglio di carta assorbente e posto in una busta di plastica con chiusura ermetica in cui è necessario estrarre più aria possibile (Ecco un link di DTI su Youtube in cui mostra come portare a termine l’operazione). “E’ una cattiva idea tentare di asciugare con il phon.”

Un altro suggerimento che viene fornito per preservare i dispositivi dall’umidità dannosa è attuabile con il riso ed un contenitore a chiusura ermetica: se uno smartphone cade in acqua è buona norma togliere la batteria, se possibile, bagnarlo brevemente in acqua dolce se la prima era salata, e poi conservarlo sotto uno strato di riso asciutto in un vasetto a chiusura ermetica, o in una busta di plastica, per diversi giorni. L’idea è quindi quella di cercare di assorbire umidità dal dispositivo danneggiato senza consentire che i minerali contenuti nel liquido si depositino sui delicati circuiti interni, che porterebbero a pericolosi corto circuiti.

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