Facebook è ormai una compagnia pubblica, ed è quotata 105 miliardi di dollari con 900 milioni di utenti in tutto il mondo. Il suo dominio sembra incontrastabile e longevo, ma non tutti lo pensano. Michael Deacon del Telegraph afferma che gli utenti, una volta assuefatti alla novità di Facebook stanno lentamente defluendo, trovando addirittura “difficile trovare qualcosa da dire sopratutto nel confronto con Twitter“, dove le notizie sono il vero motore che tiene in piedi il social network.
L’analista in pratica vede Facebook condannato in pochi anni a diventare quello spettro che è adesso MySpace. Inoltre, è una di quelle voci che vede in Google+ il futuro dei social network. Certamente Google parte da una posizione di forte svantaggio, ma sembra che gli utenti che lo utilizzano siano più leali, e che il prodotto in se sia differente a tal punto da inventare un nuovo approccio per l’utente che dunque non se ne stanca.
Al contrario di Facebook, Google+ è un luogo dove è più facile incontrare gente completamente sconosciuta: su Facebook sarebbe più complicato dato che molti la conoscenza avviene solo attraverso la logica del salto da amico in amico, quindi molto più lentamente. Facebook, come detto, ha molti utenti e molti soldi, e non fa mistero della propria intenzione di instaurare un network pubblicitario esterno al portale propriamente detto, così che la sua influenza possa essere tale da competere non con Google+, ma con Google stesso.
Da CNET ragionano che il grande afflusso di soldi permetterà a Facebook di competere in campi in cui tradizionalmente Google è incontrastato, ovvero la pubblicità e la ricerca, con l’antagonista costretto a difendersi controbattendo sul terreno del social network. Di contro, Google sta spopolando nel mercato mobile. Larry Page, CEO di Google, ha scritto una lettera agli investitori il mese scorso, affermando che la compagnia “sta ricevendo un forte impatto positivo di introiti dalla pubblicità mobile, che cresce al ritmo di 2.5 miliardi di dollari dal terzo trimestre 2011, due volte e mezzo rispetto allo stesso periodo del 2010.”
Può Facebook realmente controbattere a tutto questo, ed avere la propria fetta di guadagni dal mercato pubblicitario? Sembra difficile, dato che le connessioni avvengono ormai più da dispositivo mobile – una condizione quindi a favore di Google – che da pc desktop. Alla lunga, le predizioni pessimistiche di Facebook potrebbero effettivamente avere un fondo di verità.
