La soluzione è stata proposta da Jules Maaten, parlamentare europeo olandese, che ha affermato che “la grande muraglia digitale cinese dovrebbe essere considerata come una barriera alle attività commerciali, non sono solo gli attori americani ad essere danneggiati nelle proprie attività commerciali”.
“Anche le Internet company europee come ad esempio Wanadoo, Telecom Italia e France Telecom devono involontariamente sottostare alla censura imposta nei paesi autoritari“, ha proseguito Maaten, chiedendo all’Ue di studiare una regolamentazione analoga al Global Online Freedom Act statunitense, che tuteli la libertà di circolazione di idee e di affari, sul doppio binario dei diritti umani e dei diritti di coloro che agiscono sul mercato.
Fonte: Quo Media
