Continua la battaglia legale di Megaupload per cercare di togliere il blocco sui dati contenuti nei computer sequestrati a Kim Dotcom nell’ambito delle operazioni di arresto. In settimana il suo fondatore, Kim Dotcom, è stato rilasciato su cauzione ed ha vinto il successivo ricorso per negargli tale possibilità.
L’Alta Corte di Auckland che si occupa del caso ha sequestrato il patrimonio di Dotcom per un ammontare di 17.8 milioni di dollari, unitamente ai fondi collegate ad altre compagnie collegate a Megaupload, per un ulteriore valore di 6.8 milioni di dollari. Il conteggio comunque non comprende le risorse gi sequestrate in Nuova Zelanda, che ammontano a 20 milioni di dollari.
I pubblici ministeri assegnati al caso hanno sottolineato una grande discrepanza tra le compagnie satelliti di Megaupload e le entrate di Dotcom, stimato per una cifra totale che oscilla tra i 54 milioni ed i 68 milioni nel solo periodo 2007-2010. Il Giudice Brewer ha comunque affermato che il denaro contenuto in sei conti bancari in Hong Kong non sono influenti rispetto alla situazione di Dotcom, e che solo uno di questi è effettivamente a nome del fondatore di Megaupload, per altro in rosso.
I legali di Dotcom nel frattempo cavalcano l’onda del successo, e preparano una azione per recuperare tutte le risorse sequestrate in Nuova Zelanda. Come parte di questa azione, è incluso anche il dissequestro di tutte le informazioni contenute nei computer sequestrati durante le azioni delle forze dell’ordine di Gennaio, definiti necessari per la difesa.
Kim Dotcom nel frattempo è agli arresti domiciliari presso la sua casa in Nuova Zelanda. Ad una intervista, alla domanda sulla possibilità di una sua fuga, Dotcom afferma che rimarrà per combattere per la propria posizione, proclamandosi innocente di ogni genere di accusa. Non è chiaro se, in caso di vittoria di Dotcom, anche i dati dei milioni di utenti che si sono trovati da un giorno all’altro con l’accesso proibito, potranno recuperare qualcosa. La prima udienza per il processo di estradizione in USA, è prevista non prima di Giugno.


