Nextdoor_logo

I social network più famosi e popolosi al momento sono sicuramente Twitter, Facebook ed il neonato Google+. Questi nuovi modi di comunicare, e di fare interagire persone in modo che possano condividere idee, interessi ed occupazioni sono certamente utili dal punto di vista sociale, ma è indubbio il fatto che sono anche alienanti in quanto l’utente ha a che fare la maggior parte delle volte con contatti che non risiedono fisicamente nella propria zona, ed il rapporto con loro costruito è prettamente – quando non esclusivamente – virtuale.

A questa falla del social network ha messo una toppa un nuovo servizio online, chiamato Nextdoor. L’idea alla base di Nextdoor è quella di avvicinare chi è già vicino, ovvero i vicini di casa. Nextdoor fa in modo che i vicini di casa possano connettersi e comunicare tra di loro a proposito di servizi, notizie importanti ed aggiornamenti riguardo la propria zona di abitazione. Essere vicini di casa, con Nextdoor, è diventato significativo anche online.

Dopo circa un anno di beta testing, Nextdoor sta iniziando a diffondersi con rapidità negli Stati Uniti con maggiore successo, sebbene il servizio sia disponibile anche per il nostro paese. Al momento non sembrano essere coinvolti nel progetto alcun piano di marketing o pubblicitario, facendo leva sul fatto che Nextdoor si propone come un canale per informazioni socialmente utili per tutti (e solo) coloro che sono soggetti a tali avvisi. Le comunità possono creare dei social network privati all’interno di Nextdoor, in modo che ciascuno di questi sotto siti possa essere gestito ed aggiornato dal gruppo locale. Una volta effettuata la registrazione con il proprio vero nome, e le informazioni sull’indirizzo, gli utenti hanno accesso alla mappa del proprio vicinato con le specifiche di ciascun indirizzo già presente: sarà possibile quindi vedere informazioni del tipo “compro”, “vendo”, “sconto dal parrucchiere”, ed in genere tutto quello che chi vive in una zona troverebbe utile sapere a riguardo delle facilitazioni del circondario.

Nextdoor verifica che l’utente abbia inserito effettivamente il proprio indirizzo reale attraverso vari sistemi, ad esempio domandando di dare il numero della carta di credito o il numero telefonico per verificare la residenza. L’idea sembra buona, vedremo se effettivamente prenderà piede come i fratelli maggiori.

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