Chromebook è la linea di pc portatili che Google ha annunciato qualche mese fa. La particolarità di questi portatili risiede nel sistema operativo sul quale si basano, ovvero Chrome OS. Google ha ottenuto da Acer e da Samsung la costruzione di due modelli simili per lanciare la versione notebook e la versione netbook della sua creatura. Da circa un mese, i due modelli sono disponibili e le critiche, da quel momento, non si sono mai arrestate, eleggendo il progetto chromebook come uno dei fallimenti più grossi cui Google dovrà fare fronte. Ecco i motivi per i quali praticamente ogni opinionista ne sconsiglia l’uso.
Chrome OS è basato su un concetto che è totalmente sbagliato, sempre a sentire le opinioni. L’errore sta nel fatto che è tutto rivolto all’uso del web. Le applicazioni, i dati, l’utilizzo stesso della macchina è possibile in maniera solo se il pc è connesso ad internet. Basandosi dunque solo su applicazioni che rimandano a servizi in rete, non è possibile eseguire operazioni di produttività arricchite di tutte le funzionalità che un normale software di sviluppo in locale offre. Editor di testo, fogli di calcolo, manipolazione di file multimediali possono essere realizzati, usando Chrome OS, solo se è disponibile una web app che è in grado di gestire quel tipo di lavoro. Naturalmente la tecnologia web-oriented non è ancora in grado di rivaleggiare in termini di produttività (ma anche di svago multimediale) con un software tradizionale, che funziona in locale, e che è sviluppato per sfruttare appieno l’architettura della macchina sulla quale viene eseguito.
Una web app grafica non potrà mai – o quantomeno non in tempi brevi – fornire lo stesso livello di approfondimento, personalizzazione e gamma di funzionalità che si rendono necessarie soprattutto in ambito lavorativo. Di fatto, il Web non è pronto a venire incontro alle esigenze che Google vuole addossare ad esso, basti pensare che nel sistema operativo Chorme OS attualmente disponibile, non è nemmeno presente l’app che rimanda ai servizi di Google (sebbene sia stato reso noto che in occasione dell’uscita dei due chromebooks lo sarà senz’altro). Ma anche ammettendo di volere acquistare un chormebook per un utilizzo informatico di base, dunque la navigazione, il controllo della posta, ed un riproduttore multimediale: perchè investire in un prodotto che può fare solo questo quando ormai i tablet interpretano (e si sono spinti oltre) queste stesse prestazioni? Inoltre, anche volendo dare una possibilità nonostante tutto: come detto in precedenza, tutto lo storing dei dati avviene online, sia quello relativo alle applicazioni, ma anche quelli personali. Le vostre foto, i vostri dati, gli scritti, le mail: tutto sui server in remoto, il che significa che se volete accedere a qualcosa e non siete sotto copertura wif-fi, dovete anche pagare la connessione dati.
A questo punto il giudizio si uniforma con quanto detto da altri: meglio risparmiare un pò e comprare un tablet.


il 90% dei tablet costa più di un chromebook…
Anche se l’idea di risparmiare un po di € è interessante mi sento di aggiungere che sistemi “mobile” come iOS e Android non sono assolutamente esaustivi sia nella navigazione Internet che nei programmi, le App sono software molto intuitivi ma poco produttivi. La rivoluzione che promette Google è diversa, un OS cloud, con cui sostituire tutto ciò che già facciamo su un pc tradizionale; inoltre penso che i Tablet abbiano ancora pochissimo da dire.
Per me questo è l’inizio di un nuovo modo di intendere il pc. La tecnologia cloud inoltre, abbatterà anche i costi dei terminali che si distaccheranno per sempre dagli hard disk di capienze esorbitanti in favore di uno spazio dedicato e infinito sul server. Poi parliamoci chiaro ragazzi: anche un pc attuale se non connesso ad internet è totalmente inutile! E una persona che vuole usare il pc per la produttività di certo non compra un netbook, quindi è intuile affibbiare un ruolo che non vuole avere a questo prodotto.
Quanti di voi utilizzano il pc senza internet? Nessuno. Quanti di voi utilizzano il pc senza accedere al browser? Nessuno. Quanti di voi hanno necessità di accedere alle foto e mp3 senza essere connessi? Nessuno, e questa soluzione permetterà di caricarle una sola volta sul server, quindi condividerle ovunque senza attese ed ulteriore traffico dati. Sono stati dei geniacci questa volta alla google, peccato che con le novità siamo i soliti timorosi. Spero solo che permetterenno l’installazione anche sui pc comuni.
L;idea stessa del cloud computing per utenza personale / professionale, a meno che non riguardi reti proprie e quindi il controllo del server remoto da parte di chi utilizza il cloud computing, e’ semplicemente ridicola. Chi vorrebbe mettere su un computer di sconosciuti tutti i propri dati personali, sulla privacy dei quali non avrebbe alcun controllo? Anche nel caso in cui vi raccontino la favola che solo voi potete acceder ai vostri dati in remoto, questa e’ semplicemente una balla. Chi gestisce un server come amministratore ha accesso a tutti i dati presenti sul server, e in questo caso sono i vostri dati.