Tutti sembrano aver ormai deciso di affondare Sony. Non sono infatti ancora passati due mesi da quando la casa giapponese è stata colpita dagli hacker che hanno rubato migliaia di dati di carte di credito e hanno creato danni per un centinaio di milioni di dollari e solo oggi Sony ha incominciato la difficile ripresa con il completo ritorno al funzionamento del Playstation Network.

Ora Sony è stata di nuovo attaccata dai pirati informatici, ma questa volta l’intrusione è stata rivelata nei server SonyPictures e a seguito di questo fatto si è verificata la perdita di dati sensibili con password e varie e-mail. Questa volta, però, non si tratta di un gruppo anonimo ma chi ha voluto effettuare questo crimine, ha deciso di prendersi la gloria( bella cosa danneggiare un’azienda per milioni di euro, chissà dove sta la gloria!). Chi ha compiuto l’azione è il gruppo Lulz Security, lo stesso che pochi giorni fa aveva annunciato che l’attacco alla famosa rete televisiva FOX era a lui imputabile e lo stesso equivale per  il sito web della Pbs, altra rete americana.

Dopo l’attacco al sito di Sonypictures, il gruppo non ha perso tempo per sbeffeggiare pubblicamente i malcapitati su Twitter:. In un messaggio Lulz Security annuncia in modo molto tranquillo di essere riusciti in un solo attacco a rubare più di un milione di dati sensibili come password, e-mail e date di nascita. Inoltre hanno danneggiato in modo serio i profili degli amministratori Sony, cambiando anche le password e creato danni a milioni di canzoni e coupon per scaricarle.  Quindi il gruppo di Hacker si beffa di nuovo di Sony affermando di aver bucato il sistema attraverso operazioni davvero basilari e chiedendo agli utenti se vogliono davvero affidare certi dati ad un’azienda del genere, incapace di difendersi anche da intrusioni elementari.

Adesso tocca a Sony pensare cosa fare, sperando di non avere altri milioni di danni da ripagare. Gesti davvero stupidi quelli di questi pirati che creano solo danni da milioni, tuttavia fa riflettere sulla sicurezza dei server della casa giapponese che in pochi mesi è stata sconfitta su tutta la linea.

 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.