Dalla settimana prossima, Apple dovrebbe annunciare il nuovo servizio di storage musicale e streaming iCloud, che consentirà di riportare le librerie musicali degli utenti sui server Apple, così da poterli suonare su ogni dispositivo collegato, senza più bisogno di spostare fisicamente i file tra un device e l’altro. Questo tipo di servizio, che peraltro è già offerta da Google e da Amazon, è per sua natura votato a frugare tra i file multimediali degli utenti in cerca di quanto gli interessa. Cosa succederebbe se questo servizio fosse in grado di distinguere i file originali da quelli scaricati illegalmente?
iCloud infatti non copia i file dell’utente sui propri server, ma sincronizza lo spazio destinato a ciascun utente riempiendolo con gli stessi file che l’utente possiede dal pc. I file che iCloud utilizza sono presi dalle librerie proprie, quindi chiaramente legali ed autorizzate.
Questo significa che nel momento in cui attiviamo il servizio, e iCloud inizia la sua ricerca, potrebbe accorgersi che qualcuno dei nostri file non sia propriamente pulito. La nostra collezione può essere arricchita da chiunque: file scaricati a pagamento ed in maniera legale, copia digitale dei nostri cd musicali, registrazioni digitali di un brano da radio online, o ancora cartelle e cartelle di file di cui non conosciamo l’esatta provenienza, che ci sono state passate da amici, o che abbiamo copiato da loro a noi quando abbiamo avuto la prima occasione, di fatto condividendo la musica senza alcuna intenzione – o pensiero – di potere ledere l’interesse di alcuno. Chi vuole rischiare di trovarsi in una situazione antipatica per qualche canzonetta? Ovviamente nessuno, e questo porta a dire che, se questo fosse realmente il meccanismo dei servizi di storing e streaming musicali online, sarebbero già virtualmente morti.
A questo dilemma hanno risposto tutte le compagnie che offrono questo genere di servizi: nessuno di loro spia la musica degli utenti, limitandosi semplicemente ad hostare il contenuto che verrà loro indicato in maniera privata, sebbene ogni utente debba sottoscrivere una registrazione. La dichiarazione tranquillizante comunque non esclude che le compagnie software avvallino la diffusione di materiale sotto copyright in maniera illegale: pare infatti che verso la fine dell’anno, quindi con iCloud già avviato e funzionante, sarà lanciata una funzionalità che sensibilizzerà l’utente a muoversi in direzione di file legali.
La rassicurazione sarà vera? Non resta che attendere e vedere cosa succede.



1 ha pensato a “iCloud: il Servizio Musicale di Apple controllerà l’Autenticità dei File degli Utenti?”