Giugno è indicato come il mese in cui inizieranno a sentirsi sul mercato hi-tech le ripercussioni degli inevitabili sconvolgimenti subiti dall’industria asiatica.
DigiTimes riporta che i produttori di hardware sono sul punto di rimanere senza scorte di componenti utilizzati nell’assemblaggio. Questa è la conseguenza del terremoto, che ha distrutto porti, messo fuori gioco stabilimenti e reso impossibile l’approvvigionamento di materie prime in zone non raggiungibili dai qualsiasi tipo di trasporti.
C’è anche l’ulteriore problema che la produzione manifatturiera cinese è colpita da una profonda mancanza di manodopera.
I componenti che sono maggiormente a rischio di produzione sono MLCC( utilizzati nei circuiti integrati), schede madri e i pannelli utilizzati nei touch screen. Quando queste scorte diminuiranno di conseguenza le spedizioni di PC, tablet e smartphone saranno costrette a rallentare.
Il problema nasce dalla crescente domanda di dispositivi come tablet e smartphone. Finché le grandi case produttrici continueranno a inserire nel mercato nuovi prodotti la domanda crescerà costantemente. Questa domanda sempre in crescita si scontrerà con la difficoltà di alimentare le catene di produzione a causa della scarsità delle scorte. Il punto critico è atteso dal mese di giugno in avanti.
Ovviamente i produttori negano che ci sarà una carenza a breve, ma questa è soltanto una strategia per non far scattare il panico e per mantenere costanti i prezzi dei componenti.
Compagnie come Asus, Acer, Motorola, HTC, Qanta, e ovviamente Apple, verosimilmente compreranno più scorte possibili per poter superare questo periodo di stallo.
Finché non s arriverà nel pieno della crisi, solo particolari prodotti potrebbero subire rallentamenti e risultare irreperibili.
Nel lungo termine i venditori saranno forzati ad alzare i prezzi per sopperire alla scarsità di prodotti presenti in negozio,e la conseguenza è che come accade nella maggior parte dei casi è il consumatore finale a farne le spese.
Luca Fortuna
