Poi è emerso un rapporto che affermerebbe che Microsoft non ha comprato Skype a causa di qualche incredibile sinergia, ma sembrerebbe che l’acquisto sia andato a buon fine perché Google e Facebook avevano deciso, dopo un periodo di valutazioni, di non presentare offerte per l’acquisizione della società di comunicazioni.
Un certo numero di addetti ai lavori di Google hanno fatto notare che la società aveva deciso di non acquisire Skype, e Microsoft si fece avanti subito dopo.
Il succo del discorso è che Google vorrebbe centrare le sue attenzioni sul cloud-storage e sulle tecnologie cloud, i “vecchi” metodi di comunicazione peer-to-peer offerti da Skype sono stati superati, in un epoca in cui Chrome OS e Chromebooks contano esclusivamente su servizi offerti da Google stessa.
Wesley Chan, un partner del team Google e l’incaricato di Google Voice, ha puntualizzato che inizialmente si era fortemente interessati a Skype. Successivamente Chan andò in Europa a visitare di persona la società, valutando però che i metodi peer-to-peer utilizzati non erano ciò di cui Google aveva bisogno.
La politica di Google infatti è quella di spostare i servizi in cloud, ottenendo guadagni sia in termini di larghezza di banda sia in potenza. Tornando in patria, Chan incontrò i vertici di Google e dopo alcune difficoltà riuscì a convincere il team del fatto che l’acquisizione non sarebbe stata così vantaggiosa. Poco dopo si fece avanti Microsoft.
Se Microsoft ha veramente dei piani di sviluppo futuri per Skype o vuole semplicemente un’altra freccia al suo arco è da valutare nel tempo, ma una cosa è piuttosto chiara: Google ha mostrato interesse per l’azienda almeno una volta, e Microsoft si è affrettato a balzare all’attacco quando Google ha allentato la sua morsa.
Luca Fortuna

