The Linux Foundation 2006 survey nel 2006 aveva 10000 persone che volontariamente descrivevano le loro esperienze con Linux.
Nel 2007 queste sono diventate 20000.
Ma questa e solo la punta dell’iceberg.
L’interesse per i vari Ubuntu & C. cresce di giorno in giorno. Secondo questa analisi circa il 69,4% del campione utilizza Linux in piccole imprese con meno di 100 dipendenti.
Circa il 43,3% di questi sono professionisti IT o sviluppatori di software.
Interessante notare come, in ambito aziendale, Windows sia installato su un PC, mentre su tutti gli altri è installata una delle distribuzioni Linux.
Il motivo è presto detto.
Usare Windows in ambito aziendale costa molto:
- licenze di Windows;
- licenze dei software essenziali (Office, Antivirus, database, OCR, Firewall, programmi di grafica, ecc);
- protezione privacy;
- adeguamento normative di legge;
- ecc.
Usando una delle mille distribuzioni Linux (Open Source) si ottengono diversi vantaggi, tra cui un risparmio di costi non indifferente:
- Il sistema operativo è gratis e non costa nulla l’aggiornamento;
- tutti i programmi base ( e non solo) sono gratis (Office, grafica, player DVD/CD, programmi di masterizzazione, database, Firewall, Browser internet, Posta elettronica, ecc);
- il sistema è stabile anche con 20 programmi aperti e non ci sono crash di sistema;
- è quasi del tutto esente da virus;
- richiede dotazioni minime di Hardware.
Personalmente ho testato alcune distribuzioni Linux (Ubuntu e Kubuntu 7.10, Mandriva 2008) e ne sono rimasto affascinato.
Inoltre con la grafica di Colpiz gli effetti grafici di Windows Vista vi sembreranno un ricordo.
In ambito aziendale le varie distribuzioni sono così classificate:
- Ubuntu (55,2%);
- Fedora (51,3%);
- SUSE Linux Enterprise Desktop (32,9%).
In ambito “casalingo” Ubuntu resta la regina incontrastata (55,1%); seguono Debian, openSUSE, Fedora Core e via via tutte le altre.
