“Un buon film, ma è un lavoro completamente di fiction”, ha sentenziato Parker, stizzito dall’immagine di sé data dalla pellicola. In particolar modo, Parker non ha apprezzato una scena del lungometraggio: “La parte del film che mi ha lasciato più frustrato è la scena in cui il personaggio interpretato da Justin Timberlake, che porta il mio nome, in pratica firma un assegno a Eduardo Saverin e glielo sventola sotto il naso e poi la sicurezza lo accompagna fuori dall’edificio. Voglio dire, è sgarbato. Quel ragazzo nel film è una persona riprovevole”.
Qualche settimana fa era stato Mark Zuckerberg, al timone del social network, ha liquidare il lavoro di Fincher (che ha vinto il Golden GLobe come miglior film e miglior regia): “Abbiamo costruito cose che sono viste da 500 milioni di persone…Non ha tutta questa importanza se 5 milioni di persone vedono un film”.
Da QuoMedia