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Gli indirizzi internet stanno per finire, ma non tutti sono pronti per adottare il nuovo protocollo che risolve il problema. Lo affermano alcuni esperti, secondo cui il nostro paese è tra i più pigri nel passare all’Ipv6, il sistema di indirizzi molto più ‘capiente’.

“Le riserve di indirizzi finiranno il prossimo gennaio – spiega Ernesto Majo, direttore del registro degli indirizzi (Ria) per l’America Latina –: rimangono solo cinque blocchi da assegnare, e si è deciso di darne uno per ogni continente, e saranno gli ultimi”. Il sistema Ipv4 era capace di sostenere 4 miliardi di indirizzi, già in gran parte assegnati.

Il suo successore, l’Ipv6, è già operativo da diversi anni, ma non tutti sono pronti a passare al nuovo sistema: “La maggior parte degli utenti finali non si accorgerà nemmeno del passaggio, e molti stanno già usando i nuovi indirizzi – spiega Marco Sommani, dell’Istituto di Informatica e telematica del Cnr di Pisa – ad essere indietro in alcuni paesi tra cui l’Italia sono i provider, molti dei quali non hanno ancora aggiornato le infrastrutture. I nuovi sistemi operativi sono già attrezzati per operare con entrambi i tipi di indirizzi, mentre qualche problema potrebbero averlo i vecchi, man mano che si affermerà il nuovo protocollo”. Nel nostro paese sarebbe necessaria una pressione politica per l’aggiornamento, come avvenuto altrove: “Il Centro Nazionale per l’Informatica nella Pubblica Amministrazione (Cnipa), ad esempio, ha pensato le sue reti tutte per lavorare solo in Ipv4 – sottolinea l’esperto – mentre in Usa già da parecchi anni le strutture pubbliche devono operare con il nuovo protocollo”.

Da QuoMedia

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