L’indagine ha evidenziato il fenomeno in crescita degli attacchi tramite falsi inviti e remainder di Linkedin. Numerosi utenti, infatti, sono stati bombardati da una serie di e-mail che rimandavano a pagine infette e a trojan che causavano danni ai PC e furti di dati. Le e-mail ricevute, apparentemente uguali ai messaggi ufficiali di Linkedin, richiamavano l’attenzione sugli inviti in sospeso incoraggiando gli utenti a visitare la propria posta in Linkedin. Cliccando però sulle e-mail questi venivano reindirizzati su una serie di pagine con malware e offerte di prodotti farmaceutici inutili.
Il terzo trimestre del 2010 è stato anche caratterizzato da un aumento dell’attività di phishing su URL di popolari siti di shopping online, senza che gli siti stessi ne fossero a conoscenza. Esempi sono una finta pagina web identica a quella di PayPal utilizzata per raccogliere informazioni relative all’utente o e-mail di conferma degli ordini tali e quali a quelle di Amazon.com che reindirizzavano gli utenti su siti con malware. Anche i corrieri DHL e FedEx risultano presi di mira e rientrando nella top 25 dei siti che inviano false e-mail di conferma ordini con allegati pericolosi.
In tutto il trimestre il livello medio di spam si è attestato intorno al 88% del traffico e-mail complessivo, con un picco del 95% registrato a metà settembre. L’India, al primo posto come produttore di malware lo scorso trimestre, si conferma tale con un incremento dell’1%.
