Un aumento consistente che ’stacca’ gli Stati Uniti dal secondo Paese maggiore produttore mondiale di spam, l’India, responsabile del 7,6% delle mail indesiderate. Nella classifica di Sophos seguono Brasile (5,7%), Francia (5,4%) e Gran Bretagna (5%). L’Italia è al decimo posto con il 2,8%. A livello di macro-zone invece, in testa ai maggiori produttori di spam c’é l’Europa (33,1%), seguita da Asia (30%), Nord America (22,3%), Sud America (11,5%) e Africa (2,3%).
La maggior parte dello spam, spiegano gli analisti, arriva da computer ‘infettati’ da malware nell’ambito delle cosiddette botnet, reti di pc ‘zombie’ comandati a distanza da cybercriminali. Veicolo principale di questi programmi dannosi che si installano sui pc all’insaputa degli stessi utenti sono prevalentemente link ingannevoli che circolano su mail, chat e soprattutto social network, Facebook e Twitter in testa. “Lo spam – afferma Graham Cluley, senior technology consultant di Sophos – non è solo fastidioso ma è il modo attraverso il quale i criminali informatici ampliano le botnet, rendendole così più pericolose”.
Da QuoMedia