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Com’è il rapporto tra sacerdoti e internet?

Se lo chiedono in molti.

La domanda ha trovato risposte nello studio Picture (Priests’ ICT use in their religious experience), portato avanti dall’Università della Svizzera italiana in collaborazione con la Pontificia Università della Santa Croce.

Come i sacerdoti utilizzano le nuove tecnologie nel loro lavoro pastorale?

La ricerca fotografa come i sacerdoti usino la tecnologia nella propria esperienza religiosa per rispondere ai grandi cambiamenti culturale dei nostri giorni.

I sacerdoti navigano soprattutto per trovare spunti per le propri omelie, confrontarsi su argomenti biblici e trovare notizie religiose.

Quasi il 61,5% dei preti cerca il materiale per le omelie su internet, il 14,7% quotidianamente, mentre il 46,7% una volta alla settimana.

Il 50.6% dei sacerdoti ritiene questa procedura utile, mentre solo il 6,8% è scettico.

Per quanto riguarda la diffusione del messaggio cristiano su internet il 52,5 % lo ritiene utile o molto utile, mentre il 7% lo considera inutile.

Un buon 56,8 % considera le nuove tecnologie un nuovo canale per diffondere la fede di Cristo, solo un 2,7 % non è d’accordo.

Ma non mancano i social network come Facebook o MySpace, in cui molti sacerdoti sono presenti e scambiano idee, messaggi e foto con i propri “amici”.

Benedetto XVI,nel suo Messaggio per la Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali, scrive: “il sacerdote viene a trovarsi come all’inizio di una ‘storia nuova’”. Quanto più le moderne tecnologie creeranno relazioni sempre più intense e il mondo digitale amplierà i suoi confini, tanto più egli sarà chiamato a occuparsene pastoralmente, moltiplicando il proprio impegno, per porre i media al servizio della Parola”.

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