In questo periodo la quota di spam nel traffico di posta elettronica ha avuto un valore medio dell’ 85,2%, in linea con l’indice annuale medio rilevato per il 2009.
Nella prima metà di marzo si è avuta una diminuzione dello smap anche in coincidenza con la chiusura di ben 277 domini associati alla botnet Waledac, rete zombie preposta all’invio di spam.
L’Asia, con una quota percentuale del 31,7%, continua ad essere la regione geografica dalla quale viene distribuita in Rete la maggior quantità di spam; anche lo scorso anno, difatti, erano stati proprio gli spammer insediati in tale area a diffondere in Internet il numero più elevato di messaggi di spam.
L’Europa, tuttavia, non si discosta molto, nel suo complesso, dai valori fatti segnare dalla regione geografica leader della graduatoria sopra riportata: in effetti, dal territorio dei paesi europei è stato diffuso, in totale, ben il 30,6% del volume complessivo di spam.
Mentre è sensibilmente diminuito il numero dei messaggi di spam provenienti dai paesi dell’America Latina.
Allo stesso tempo, sono invece aumentati i flussi di spam provenienti dal territorio dei paesi dell’Europa Orientale (16,4% del totale).
Per quanto riguarda il phishing il sito più attaccato è stato quello di Paypal (52,2%), seguito da eBay (13,3%).
Al quarto posto troviamo a sorpresa il popolare social network Facebook, che con i suoi 400 milioni di utenti è un obiettivo troppo ghiotto per non cadere nelle email truffaldine.
Da considerare che al momento della registrazione su Facebook gli utenti forniscono dati personali, email, preferenze, dati riservati, quindi una massa di dati a basso prezzo.
Il consiglio è quello di sempre: non abboccare all’amo delle email truffa, dotarsi di un buon antivirus e firewall e settare nella maniera giusta il proprio client di posta.