Rompe di fatto l’accordo con Pechino che escludeva dalla ricerca cinese tutti i contenuti censurati.
Adesso sono disponibili le foto del massacro di Tien An Men, del Dalai Lama e delle esecuzioni capitali.
Foto censurate fino a pochi giorni fa.
E Google minaccia anche di spegnere il motore di ricerca cinese per protesta contro i continui attacchi hacker che proverebbero da agenti segreti del Governo cinese per individuare i nomi di attivisti cinesi contrari alla politica di Pechino.
Migliaia di immagini sono ora disponibili per il popolo cinese, tenute nascoste per anni dalla dittatura governativa.
Oggi il Governo Cinese fa sapere che è favorevole a questa attività, purché siano “conformi alla legge cinese”.
Il portavoce del ministero degli Affari esteri, Jiang Yu, dichiara: “La Cina accoglie con favore le attività conformi alla legge delle società Internet internazionali. Internet in Cina è aperto e il Governo cinese ne incoraggia lo sviluppo e si sforza di creare un contesto che sia favorevole a ciò. La legge cinese proibisce ogni forma di cyber-attacco e la Cina come altri Paesi gestisce Internet secondo la legge”.
Questo scarno comunicato fa capire che la libertà degli internauti cinesi resta ancora in mano al Governo.
